Essere nonna oggi significa camminare su un filo sottile: da una parte vuoi creare quel legame speciale con i tuoi nipoti, fatto di coccole e momenti indimenticabili, dall’altra ti ritrovi a dover rispettare regole educative che a volte sembrano scritte in una lingua che non parli. E quando sbagli qualcosa, ecco che arrivano le critiche. Troppo rigida, troppo permissiva, troppo di tutto. Ma davvero è così complicato trovare un equilibrio?
La verità è che il problema non è solo dire sì o no ai nipoti. È qualcosa di più profondo: quale spazio occupi davvero nella loro crescita? Sei una seconda mamma che deve seguire alla lettera le istruzioni, oppure rappresenti quel rifugio di affetto dove le regole possono essere un po’ più morbide? Non esiste una risposta uguale per tutti, ed è proprio questa incertezza a creare tensioni con i tuoi figli.
Perché ti criticano sempre
I genitori di oggi hanno accesso a una montagna di informazioni che tu, quando crescevi i tuoi figli, nemmeno immaginavi. Leggono libri di pedagogia, seguono esperti sui social, applicano metodi educativi con nomi complicati. Quando ti affidano i bambini, si aspettano che tu segua le loro indicazioni, ma spesso non te le comunicano chiaramente. Ti lasciano i nipoti e danno per scontato che tu sappia esattamente cosa fare, salvo poi rimproverarti per aver dato una caramella in più o per non aver fatto rispettare l’orario del riposino.
Tu però porti con te qualcosa che nessun manuale può insegnare: l’esperienza vera. Hai cresciuto i tuoi figli, superato difficoltà, gestito crisi. Il problema nasce quando questa esperienza viene percepita come presunzione, come un “io so meglio di te perché l’ho già fatto”. Ed ecco che si crea lo scontro generazionale.
Il gioco delle critiche contraddittorie
Una delle situazioni più frustranti? Ricevere critiche opposte a distanza di pochi giorni. Lunedì ti rimproverano perché hai dato troppi biscotti, giovedì perché sei stata troppo severa quando il bambino voleva saltare sul divano. Come fai a capire cosa vogliono davvero?
Questa contraddizione nasce dall’ansia che molti genitori vivono oggi: la pressione di fare tutto perfetto, di crescere figli equilibrati, intelligenti, felici. Quando vedono approcci diversi dai loro, anche se perfettamente ragionevoli, li interpretano come minacce alla loro coerenza educativa. Non è un attacco personale contro di te, ma riflette le loro insicurezze.
Come costruire la tua autorevolezza senza diventare un sergente
L’autorevolezza non si impone urlando o facendo rispettare ogni minima regola. Si costruisce attraverso la coerenza e la credibilità. Una nonna autorevole non è quella che dice sempre no, ma quella che riesce a trasmettere valori attraverso la relazione con i nipoti.
La chiave è distinguere tra ciò che è negoziabile e ciò che non lo è. Le questioni di sicurezza non si discutono: il seggiolino in auto, non giocare vicino ai fornelli, non correre per strada. Tutto il resto può avere margini di flessibilità. Un’ora in più davanti ai cartoni animati il sabato pomeriggio, un gelato extra in estate, andare a letto mezz’ora dopo: sono piccole trasgressioni che creano ricordi bellissimi senza compromettere l’educazione.
Parla chiaro prima che sia troppo tardi
Molti conflitti nascono semplicemente perché nessuno ha mai parlato apertamente delle aspettative. Puoi prendere tu l’iniziativa e chiedere ai tuoi figli un confronto tranquillo. Prova a fare queste domande:
- Quali sono le tre regole per voi assolutamente irrinunciabili?
- Su quali aspetti posso decidere in autonomia?
- Come preferite che gestisca i capricci o i comportamenti difficili?
- Ci sono parole o atteggiamenti che evitate con i bambini?
Questo approccio dimostra che rispetti il loro ruolo di genitori senza rinunciare alla tua dignità di persona adulta ed esperta. Non stai chiedendo il permesso di amare i tuoi nipoti, stai costruendo un ponte di comunicazione.

La differenza non confonde, arricchisce
C’è un’idea diffusa che i bambini abbiano bisogno di regole identiche ovunque vadano, altrimenti si confondono. Ma non è così. I nipoti sono perfettamente capaci di capire che a casa della nonna le cose funzionano un po’ diversamente, e questo non li danneggia. Anzi, li arricchisce.
La ricerca psicologica lo conferma: i bambini che crescono con più figure di riferimento, ciascuna con il proprio stile, sviluppano maggiore flessibilità mentale e capacità di adattamento. Una nonna che concede qualche libertà in più insegna la gioia della trasgressione controllata, mentre una più strutturata trasmette il valore della disciplina. Entrambi gli approcci hanno senso, purché non ci siano contraddizioni sui valori fondamentali.
Gli studi longitudinali dimostrano che i bambini con nonni che mantengono l’autorità genitoriale nei giusti confini mostrano maggiore resilienza emotiva. Il segreto sta nel trovare quel delicato equilibrio tra coccole e coerenza.
Quando esageri dalla parte opposta
Alcune nonne, spaventate dalle critiche, finiscono per diventare più rigide degli stessi genitori. Applicano regole ferree che nemmeno mamma e papà impongono, nel tentativo di dimostrare di essere affidabili ed educative. Ma questo atteggiamento spesso nasce dalla paura di essere giudicate inadeguate.
Se i tuoi figli ti dicono che sei troppo severa, fermati un attimo e chiediti: queste regole rispecchiano davvero i miei valori o sto solo cercando di dimostrare qualcosa? I nipoti hanno bisogno di te autentica, non di una versione irrigidita di te stessa che recita una parte.
Come gestire le critiche senza rovinare tutto
Quando arrivano le lamentele, la tentazione è difenderti o contrattaccare ricordando tutti gli errori che anche loro hanno fatto da genitori. Ma questa strada porta solo a guerre familiari che fanno male a tutti, nipoti compresi. Una risposta più matura è ascoltare davvero le loro preoccupazioni, riconoscere le loro emozioni e proporre soluzioni concrete.
Frasi come “Capisco che per te sia importante questa coerenza, aiutami a capire come posso sostenerti meglio” aprono porte invece di sbatterle in faccia. Dimostrare disponibilità al dialogo rafforza la tua autorevolezza molto più di mille giustificazioni o difese accanite.
Ammetti quando non ce la fai
Nessuno è perfetto sempre. Se ti rendi conto di non riuscire a gestire certi aspetti, che siano i compiti, i pasti o i litigi tra fratelli, è molto più saggio ammetterlo e cercare insieme alternative. Fingere un controllo che non hai crea solo frustrazioni e situazioni che poi esplodono.
Questa onestà non ti indebolisce, anzi. Dimostra maturità emotiva e capacità di guardarti allo specchio con sincerità, qualità che anche i tuoi nipoti impareranno ad apprezzare crescendo. L’autorevolezza non nasce dalla perfezione, ma dall’autenticità.
Alla fine, il tuo ruolo di nonna non richiede che tu sia impeccabile in ogni momento. Richiede che tu sia presente, autentica, capace di amare senza soffocare e di guidare senza imporre. Quando trovi quell’equilibrio magico tra rispettare le indicazioni dei genitori ed esprimere il tuo personalissimo modo di voler bene ai nipoti, crei uno spazio relazionale unico che arricchisce l’intera famiglia e trasforma ogni potenziale conflitto in un’occasione per crescere insieme.
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