Né Santorini né Mykonos: l’isola greca più bella è un’altra, visitala subito prima che il cemento la inghiotta

Nel nostro immaginario, l’isola greca per eccellenza è sempre stata Mykonos – o al massimo Santorini. Eppure ve n’è una che merita assolutamente attenzione, che forse è ancor più bella delle precedenti e che però rischia di essere inghiottita dal cemento.

Milos non è un’isola come le altre. La sua origine vulcanica ha creato un paesaggio alieno. Qui l’ossidiana brilla sotto il sole e le scogliere di Kleftiko sembrano cattedrali di gesso. Ma questo ecosistema è fragilissimo. I sindaci locali hanno lanciato un grido d’allarme. L’edilizia selvaggia sta divorando i sentieri millenari per far posto a resort di lusso standardizzati. Non si tratta solo di estetica. La frammentazione degli habitat mette a rischio la Vipera di Milos. Questa specie endemica vive solo qui. Se il cemento avanza, lei scompare. Insieme a lei, si rischia di perdere la flora rara che cresce nei suoli sulfurei. Ogni nuovo cantiere rovina tutto. Le aree Natura 2000 dovrebbero essere santuari intoccabili.

Ma basti pensare anche alle syrmata di Klima, le tipiche rimesse colorate dei pescatori. Un tempo servivano a proteggere le barche dalle tempeste invernali. Ora molte sono diventate alloggi per turisti mordi e fuggi. La comunità locale sta perdendo i suoi spazi. I villaggi si svuotano di abitanti e si riempiono di turisti. L’identità culturale è diventata una scenografia per un selfie veloce. Le infrastrutture dell’isola sono in estrema difficoltà. La rete idrica fatica a dissetare migliaia di nuovi visitatori ogni giorno. La gestione dei rifiuti è una sfida enorme. Milos non ha la capacità fisica per sostenere questo ritmo. Non è una questione di cattiva volontà, ma di limiti. Un’isola piccola ha risorse finite. Ignorare questi limiti significa condannarla al degrado.

isola greca
Milos, isola greca delle Cicladi

Come salvare Milos, l’ultima perla delle Cicladi: un’isola greca che rischia di morire

Andare a Milos quest’estate non è un errore. Anzi, è un atto d’amore se fatto con consapevolezza. Vedere queste rocce ora è necessario per capire cosa rischiamo di perdere. Ma dobbiamo cambiare rotta. Il turismo rigenerativo è l’unica via d’uscita possibile. Significa lasciare un luogo meglio di come lo abbiamo trovato. Significa scegliere strutture che rispettano l’architettura tradizionale delle Cicladi. Significa premiare chi usa materiali locali e non cemento armato.

Dobbiamo sostenere l’economia reale dei piccoli centri come Plaka o Pollonia. Mangiare nelle taverne storiche che non hanno ceduto alle mode globali. Evitare le grandi catene che distruggono risorse senza restituire nulla al territorio. La bellezza di Milos appartiene al mondo, non a pochi speculatori. Il tempo stringe. Le foto che si vedono oggi sui social potrebbero essere gli ultimi scatti di un mondo che non esisterà più tra cinque anni. Le scogliere bianche resteranno, certo, ma lo spirito di libertà che si respira tra le calette di Papafragas è in pericolo. La Grecia autentica sta lottando per sopravvivere.

Visitare quest’isola significa testimoniare la sua unicità. Ma significa anche assumersi una responsabilità. Non si può certo trovare il lusso di Dubai, ma come direbbe il noto chef Borghese ‘il lusso della semplicità’ greca. Se amate la bellezza, correte a vederla, Milos vi aspetta, ma non potrà aspettare per sempre.

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