Perché in Turchia esiste un villaggio composto da centinaia di castelli tutti uguali? La risposta (inquietante) che pochi sanno

Nella Turchia settentrionale, vicino a Mudurnu, un borgo antico candidato a patrimonio UNESCO c’è un villaggio composto da 732 castelli identici. Hanno tutti torrette cilindriche, tetti a punta grigio antracite e balconi decorati. Sembrano usciti da un cartone animato della Disney o da un sogno di Ludovico II di Baviera. Non è un miraggio. Si chiama Burj al Babas. Questo luogo non è un parco divertimenti e nemmeno un set cinematografico di Hollywood. È il più grande fallimento immobiliare del secolo. Ma perché qualcuno dovrebbe costruire centinaia di cloni del castello di Chenonceau nel mezzo dell’Anatolia? La risposta non è un semplice errore di calcolo.

Il progetto è nato nel 2014 grazie al Gruppo Sarot. L’idea era folle: creare una città di lusso – quasi certamente per i miliardari del Golfo Persico. Ogni castello doveva essere un tempio della domotica e del benessere. Le ville offrivano piscine interne, pavimenti riscaldati e accesso a sorgenti termali naturali. Il centro del villaggio ospitava una cupola monumentale. All’interno erano previsti cinema, centri commerciali e una moschea. Gli investitori hanno versato milioni di dollari. Volevano un pezzo di fiaba europea trapiantato in terra turca. Eppure le cose sono andate molto diversamente. La crisi della Lira turca nel 2018 ha fermato i motori, l’inflazione ha mangiato i profitti e il Gruppo Sarot ha dichiarato bancarotta con un debito di 27 milioni.

Turchia
Burj al Babas in Turchia – morrisons.it

Per cosa si usano ora questi castelli in Turchia: dagli amanti dell’urbex ai videoclip musicali

Molti pensano che sia stato un peccato interrompere i lavori a Burj al Babas. In realtà è stato un bene, considerando che il cantiere rappresenta a tutti gli effetti un monumento all’alienazione moderna. Guardare sempre la stessa cosa ‘a loop’ qualora qualcuno avesse davvero vissuto in questa zona della Turchia, sarebbe stato parecchio inquietante ed estraniante con effetti psicologici non trascurabili.

Ad ogni modo, oggi il villaggio è diventato la tappa preferita dell’urbex. Esploratori urbani e fotografi arrivano da tutto il mondo. Cercano di catturare la decadenza di questo ecomostro. Cercano la bellezza nel disastro. Anche i registi di videoclip musicali usano Burj al Babas come set. Lo scenario è perfetto per raccontare la fine del mondo o la follia umana. È un paradiso per chi ama il Dark Tourism.

Il governo turco non sa come gestire questo scempio. Abbattere 732 castelli costerebbe una fortuna. Recuperarli sembra impossibile a causa dei vincoli legali della bancarotta. Le strutture restano lì, a marcire lentamente sotto la neve e la pioggia. Gli abitanti della vicina Mudurnu guardano con tristezza a quella valle, ma Burj al Babas è un monito per il futuro. Insegna che l’architettura senza contesto è destinata a morire e che il lusso non può essere una fotocopia seriale.

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