Lo sconcerto nei corridoi Rai di Viale Mazzini è evidente: stavolta il colpo al cuore del servizio pubblico arriva nel momento di massima esposizione mediatica, durante le Olimpiadi di Milano-Cortina 2026. Un pezzo da novanta dell’azienda ha deciso di farsi da parte.
L’amministratore delegato Giampaolo Rossi ha ricevuto una lettera per qualcuno inaspettata. Il Direttore di Rai Sport, Paolo Petrecca, ha rassegnato le dimissioni. Lascerà il comando della testata sportiva più importante d’Italia al termine dei Giochi Invernali. È la fine di un’epoca. Il mandato passerà pro tempore nelle mani di Marco Lollobrigida, volto noto di 90° Minuto e stimato professionista interno.
Le radici di questo terremoto affondano in una serata di gala trasformata in un incubo. Tutto è precipitato durante la Cerimonia d’Apertura dei Giochi. Il Direttore ha scelto di scendere in campo in prima persona per la telecronaca. Ha preso il posto di Auro Bulbarelli, storica voce del ciclismo e già direttore della testata. Bulbarelli era stato allontanato dopo una fuga di notizie sul Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella. Ma la mossa di Petrecca si è rivelata un boomerang micidiale. Le gaffe accumulate durante la diretta hanno scatenato l’ironia feroce dei social. Il pubblico non ha perdonato le incertezze in un momento di così alto prestigio nazionale.

Dalle gaffe olimpiche alle “spese pazze”: i retroscena di un addio annunciato alla Rai
Ma il malumore non c’è stato solo su X o Facebook. Dentro la redazione di Rai Sport, il clima era già diventato pesante. I giornalisti hanno intrapreso una forma di protesta rarissima: lo sciopero delle firme. I servizi andavano in onda anonimi, senza i nomi di inviati e autori. Un segnale di sfiducia totale verso la linea editoriale del capo. Perché un uomo di potere decide di mollare proprio ora? La risposta non sta solo in una telecronaca sfortunata. Dietro le dimissioni si nasconde un’inchiesta giornalistica che ha colpito duramente l’immagine della testata.
Si parla di spese folli, assunzioni esterne e promozioni lampo che avrebbero gonfiato il budget aziendale. In un momento di tagli e sacrifici per il canone Rai, queste rivelazioni hanno pesato. La redazione chiedeva trasparenza, senza mai riceverla. La tensione è esplosa quando i sindacati hanno minacciato uno sciopero totale subito dopo la chiusura delle Olimpiadi. Paolo Petrecca deve aver capito di essere rimasto solo. La scelta di restare fino alla fine dei Giochi è solo un atto di responsabilità istituzionale per evitare il blackout informativo.
L’arrivo di Marco Lollobrigida rappresenta una tregua. Il giornalista dovrà ricucire i rapporti con i colleghi e ridare dignità ai racconti olimpici. La sfida è grossa, ma non impossibile. Intanto, Petrecca da dominatore dei palinsesti è diventato un nome da cancellare dai titoli di coda. Le Olimpiadi dovevano essere il suo trionfo personale, ma si sono rivelate il suo addio alla televisione di Stato.
