Pulisce un vecchio armadio di famiglia, dentro ci trova una ‘carta’ del 1942 che oggi vale una fortuna

È successo a San Damiano d’Asti, nel cuore del Piemonte: qui Giovanni M. stava solo facendo pulizia di un vecchio armadio. Forse cercava spazio, o forse voleva solo riordinare il passato della sua famiglia. Tra le pieghe di vecchi lenzuoli e documenti ingialliti, è spuntato un piccolo foglio: un buono fruttifero postale. La data impressa sul documento era il 1942. L’Italia era in piena Seconda Guerra Mondiale. Il valore nominale dell’epoca? Appena 500 lire.

Quella che sembrava carta straccia è risultato essere in realtà un titolo di credito storico. Un pezzo di storia delle Poste Italiane dimenticato per oltre ottant’anni in un cassetto della provincia di Asti. Giovanni è l’erede universale della donna a cui il buono era intestato. Ha deciso quindi di non fermarsi alla curiosità. Si è rivolto all’Associazione Giustizia Italia per una consulenza tecnica. La valutazione del perito lo ha lasciato senza fiato.

Quelle 500 lire, grazie agli interessi legali e alla rivalutazione monetaria, hanno viaggiato nel tempo. Oggi quel titolo vale circa 100.000 euro. Una cifra che può cambiare la vita di una famiglia comune. Il caso di San Damiano d’Asti non è isolato. Secondo gli esperti, nelle case degli italiani giacciono milioni di titoli mai riscossi. Si parla di Bot, libretti bancari e certificati di deposito emessi dal Ministero dell’Economia e delle Finanze.

Vecchio armadio
Buono fruttifero postale – morrisons.it

Il buono nascosto nel vecchio armadio: perché oggi vale così tanto

Il meccanismo che trasforma poche lire in migliaia di euro è affascinante. Non si tratta solo di fortuna. La legge italiana prevede che questi titoli mantengano il loro valore nel tempo. La capitalizzazione degli interessi agisce in modo silenzioso per decenni. In questo caso, per ottantaquattro lunghi anni questo buono postale ha attraversato il boom economico, il passaggio alla Lira repubblicana e infine l’arrivo dell’Euro.

Tuttavia, riscuotere queste somme non è sempre un percorso semplice. Molti cittadini si scontrano con la burocrazia della Banca d’Italia o delle Poste. Le associazioni dei consumatori sottolineano un dato incredibile. In Italia circolano circa 10 milioni di titoli antichi ancora riscuotibili. Molti proprietari non sanno nemmeno di possederli. Sono tesori “dormienti” che attendono solo di essere scoperti.

Cosa si deve fare se si trova un vecchio buono in soffitta? Il primo passo è non considerarlo mai un semplice cimelio. Anche se il valore nominale sembra ridicolo, il calcolo reale potrebbe stupire. Giovanni ora è deciso a farsi rimborsare ogni centesimo. La sua battaglia legale è iniziata. Rappresenta la voce di chi crede nel valore del risparmio dei propri antenati. Oggi quell’armadio è il simbolo di una fortuna ritrovata per caso. Insegna che il passato ha sempre qualcosa da dire, a volte sotto forma di un pezzo di carta ingiallito. La prossima volta che si traslocherà da una vecchia casa, dunque, l’invito è a guardare bene ogni angolo.

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