Esperto di storia rivela due gesti oggi banali che nel Medioevo erano crimini: “Rischiavi che ti strappassero la lingua”

Oggi diamo per scontate molte libertà: il mondo moderno ci permette di urlare, lavorare e commerciare senza grandi restrizioni morali, ma nel Medioevo, non funzionava proprio così. Ogni azione individuale pesava sull’intera comunità e rischiava di farti finire in prigione (o peggio, con la lingua mozzata!). Lo spiega con chiarezza Nami Racconta, esperto divulgatore di storia su YouTube.

L’analisi fatta da Nami non parla di re o grandi battaglie come la Guerra dei Cent’anni. Si concentra invece sulla vita dei contadini, degli artigiani e dei mercanti. Persone comuni che vivevano sotto il controllo costante della Chiesa Cattolica e delle autorità civili. Gesti che oggi sembrano innocui potevano costarti carissimo. Il concetto di “ordine pubblico” era radicalmente diverso. Non esisteva una separazione tra reato e peccato. Se offendevi la divinità, mettevi a rischio il raccolto del villaggio. Se lavoravi troppo, rompevi l’armonia popolare. Entriamo nel dettaglio di queste due proibizioni assurde. La giustizia medievale non faceva sconti a nessuno.

Medioevo
Uomo in galera: nel Medioevo ci si finiva anche per un’imprecazione di troppo o se si lavorava di domenica – morrisons.it

Bestemmie e lavoro domenicale nel Medioevo: quando la libertà individuale diventava un pericolo mortale

La prima grande “colpa” riguarda il linguaggio. Oggi la bestemmia è spesso considerata una volgarità o un segno di cattiva educazione. Nel Medioevo, però, era un vero e proprio attentato alla sicurezza pubblica. Non si trattava di semplice morale religiosa. La gente credeva davvero che una maledizione potesse attirare la peste. Chi bestemmiava rischiava punizioni atroci. Se eri fortunato, te la cavavi con una pesante multa in denaro. Ma per i recidivi o i casi più gravi, la giustizia era spietata. In alcuni comuni italiani e francesi, la legge prevedeva la mutilazione della lingua.

Passiamo poi alla seconda assurdità: lavorare di domenica. Per noi il “lavoro h24” è un simbolo di produttività. I centri commerciali aperti la domenica sono la norma. Nel Medioevo, questo comportamento era visto come un atto di ribellione folle. Era illegale aprire la bottega o vendere prodotti al mercato nel giorno sacro. Perché tanta severità? La domenica non apparteneva all’uomo, ma a Dio. Chi decideva di lavorare comunque, non stava solo cercando di guadagnare di più. Stava dichiarando che il proprio profitto era più importante del ritmo della natura. Era una sfida all’autorità del creato. Le punizioni per il lavoro festivo erano severe. Potevi finire in prigione o subire il sequestro della merce.

Questi racconti mostrano che la storia è fatta di piccole regole quotidiane, ma fanno anche capire quanto sia preziosa la nostra libertà di parola o di azione (finché non lediamo noi stessi o gli altri) al giorno d’oggi, anche quando la usiamo male. Chissà come reagirebbe un uomo del Rinascimento vedendo i nostri supermercati aperti a Natale e Pasqua. Probabilmente penserebbe che la fine del mondo sia ormai imminente.

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