La rivelazione su Sanremo a La Volta Buona: un gigante della musica italiana avrebbe potuto condurre il Festival.
Caterina Balivo ha accolto il pubblico di Rai 1 con la consueta diretta de La Volta Buona su Rai 1. Dalla glass room installata nella città dei fiori, insieme agli opinionisti ha commentato la serata di ieri con qualche retroscena come d’abitudine. Per questa edizione, Carlo Conti ha voluto dedicare un tributo ufficiale a Beppe Vessicchio, trasformandolo in un momento centrale della manifestazione. Filmati celebrativi e l’iniziativa Casa Vessicchio, pensata per sostenere nuovi talenti. Il Festival ha reso omaggio non solo al professionista, ma soprattutto all’uomo che per molti era parte della famiglia televisiva italiana.
In studio la figlia del maestro, che ha ricordato un aneddoto risalente al 2019. Si parlava infatti di una co-conduzione di Vessicchio al fianco di Claudio Baglioni, Virginia Raffaele e Claudio Bisio. Perché non ha accettato? La figlia Alessia è stata secca e simpaticissima ai microfoni di Rai 1: “Mio padre era un uomo molto saggio, dunque ha pensato fosse meglio rifiutare”. L’idea, visto e considerato il grande amore del pubblico italiano nei confronti del maestro, sarebbe sicuramente stata accolta con forte entusiasmo.
Peppe Vessicchio: l’eredità lasciata al Festival di Sanremo
La morte di Peppe Vessicchio ha lasciato un segno profondo non solo nel panorama musicale, ma anche nell’immaginario televisivo legato al Festival di Sanremo. Il dolore è diventato ancora più concreto attraverso le parole della figlia Alessia, che ha condiviso pubblicamente lo smarrimento della famiglia, rendendo il lutto collettivo ancora più intenso. Vessicchio si è spento l’8 novembre 2025 a Roma, presso l’ospedale San Camillo, a 69 anni. Una polmonite interstiziale, aggravata in pochissimo tempo, ha avuto un decorso fulmineo.

La rapidità del peggioramento ha colto tutti di sorpresa: fino a pochi giorni prima le sue condizioni non sembravano destare particolare allarme. Per questo la notizia ha scosso profondamente il mondo dello spettacolo, che lo considerava una presenza costante e rassicurante. Storico direttore d’orchestra a Sanremo, Vessicchio era divenuto negli anni una figura iconica, citata anche in chiave ironica. La sua attenzione verso i giovani artisti e la cura degli arrangiamenti rappresentavano un tratto distintivo del suo lavoro. Sapere oggi che avrebbe potuto essere una parte ancora più significativa del Festival di Sanremo, come ha specificato Carlo Conti anche per la figura di Pippo Baudo, fa effetto, ma il ricordo di quello che ha significato per la manifestazione e l’Italia intera, non ci abbandoneranno mai.
