Guarda ora su Netflix l’iconica pellicola che trasforma Claudio Santamaria nel volto più inquietante del cinema italiano

Il Falsario, approdato su Netflix il 23 gennaio 2026, è un film già iconico con Claudio Santamaria, ambientato negli anni di piombo.

Al centro del film troviamo Toni Chichiarelli, interpretato da Pietro Castellitto. Toni è un artista, un sognatore che voleva vivere di pennelli e colori. Ma la Capitale degli anni Settanta ha altri piani per lui. La sua abilità nel replicare i maestri del primo Novecento attira sguardi pericolosi. Il talento di Toni diventa un’arma. Dalle tele d’autore passa ai documenti falsi. Entra in contatto con la Banda della Magliana. Si muove tra i vicoli di Trastevere e i salotti della Roma bene. Qui incontra Donata, interpretata da Giulia Michelini. Lei è la sua musa e la sua condanna. È lei a introdurlo in un mondo dove nulla è autentico, nemmeno l’amore.

Ma il vero brivido arriva quando entra in scena Claudio Santamaria. Dimenticate l’eroe romantico dei suoi film più conosciuti. Qui Santamaria è il Sarto. È un funzionario dei servizi segreti senza nome. Rappresenta lo Stato che trama nell’ombra. La pellicola intreccia realtà e finzione con grande intensità. Tocca i misteri del caso Moro e le trame dei servizi deviati. Vediamo Edoardo Pesce nei panni del violento Balbo. Ascoltiamo i consigli distorti di Don Vittorio, il prete senza vocazione di Andrea Arcangeli. C’è perfino l’ombra della mafia con Fabrizio Ferracane nel ruolo di Zù Pippo. Un cast corale che mostra un’Italia oscura, ma terribilmente affascinante.

Claudio Santamaria
Pietro Castellitto ne Il Falsario – morrisons.it

Il Falsario su Netflix: perché non puoi perderti questo noir viscerale con Claudio Santamaria

Il Falsario non si limita a raccontare una truffa, ma fa interrogare chi lo guarda su cosa sia reale nella nostra storia collettiva. Toni Chichiarelli è esistito davvero e ha beffato l’Italia intera con il falso comunicato numero sette delle Brigate Rosse. Ha vissuto sul confine tra genio e follia criminale. Alla regia c’è Lodovichi che sceglie uno stile sopra le righe. Pietro Castellitto poi recita alla perfezione, così come fanno tutti, compreso Claudio Santamaria che lavora sul silenzio. Il suo personaggio non ha bisogno di urlare per spaventare. Rappresenta l’anonimo uomo delle istituzioni che decide chi deve vivere e chi deve cadere. La sua performance rende il film un thriller politico di altissimo livello.

Colonna sonora e fotografia contribuiscono a creare la tensione. Anche se la seconda parte del film rallenta, il finale lascia addosso un senso di inquietudine profonda. Molti spettatori su Netflix sono rimasti colpiti dal tema del furto del talento. Vedere un artista che svende la propria anima alla criminalità fa male. Spinge a chiedersi cosa si farebbe al suo posto. La fame o il potere dei servizi segreti? Il Falsario non dà risposte facili, ma lascia solo grossi dubbi.  Oggi, 3 marzo 2026, questo titolo è ancora molto visto. Recuperalo anche tu subito prima che la piattaforma decida di rimuoverlo.

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