Su RaiPlay prima della finale di Sanremo: la miniserie sull’artista più scomodo (ma leggendario) della musica italiana

Su RaiPlay il biopic sull’artista leggenda della musica italiana: obbligatorio prima della finale di Sanremo 2026.

La sera della finalissima del Festival di Sanremo è sempre un rito collettivo: commenti sui social, pagelle improvvisate e pronostici che cambiano all’ultimo secondo. L’Italia si prepara a incoronare un nuovo vincitore, c’è un modo diverso e forse più profondo di vivere questa notte: tornare a uno degli artisti che quel palco lo ha vissuto da outsider, lasciando un segno che ancora oggi brucia. Su RaiPlay c’è la miniserie Rino Gaetano – Ma il cielo è sempre più blu, il biopic dedicato a Rino Gaetano. Si tratta della visione perfetta per capire cosa significa davvero “fare la storia” a Sanremo. Prodotta da Claudia Mori e diretta da Marco Turco per Rai Fiction, la miniserie è andata in onda su Rai 1 nel novembre del 2007.

A distanza di anni resta uno dei ritratti più intensi dedicati a un’artista italiano. Il racconto si apre con il tragico incidente del 2 giugno 1981. Parte un lungo flashback da quel momento che ricostruisce l’infanzia in Calabria, il trasferimento a Roma e le porte in faccia da parte di un’industria musicale che non riusciva a comprendere e gestire un talento così fuori dagli schermi. Il titolo richiama il brano simbolo che diventa così il cuore emotivo del film: si tratta di un inno corale che diventa la lente attraverso cui leggere un’epoca.

Rino Gaetano su RaiPlay: perché riscoprire il biopic prima della finalissima di Sanremo 2026

L’essenza della miniserie però resta l’interpretazione di Claudio Santamaria. La sua è una prova totale: non solo per la somiglianza fisica, ma per la capacità di assorbire gesti, ironia, malinconia e la rabbia dell’artista. Santamaria canta con la propria voce senza playback, restituendo così autenticità alle performance. Si immerge nel personaggio in maniera quasi totale, facendo emergere il lato più scomodo dell’artista. Dal conflitto con il padre, gli amori complicati, l’abuso di alcol e il rapporto problematico con la discografia. Emerge soprattutto la sua natura fuori dagli schemi del tempo: Gaetano a Sanremo portò l’ironia tagliente di testi che mescolavano surreale e denuncia sociale, anticipando un modo di salire sul palco che oggi definiremmo “contro“.

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Claudio Santamaria nei panni di Rino Gaetano

La sua voce oggi risuonerebbe oggi ancora più forte e guardare questa miniserie nel giorno della finale del Festival non è semplicemente un’operazione nostalgica. Rimette il presente in prospettiva e così Sanremo cambia, si rinnova e si adatta a linguaggi di ogni generazione: resta però uno specchio del paese e pochi artisti come Rino Gaetano hanno saputo incrinarlo quel riflesso, in modo da mostrarne tutte le contraddizioni. Prima di lasciarsi travolgere dall’annuncio del vincitore, vale la pena sintonizzarsi su RaiPlay e tornare a quel cielo. Per capire in che direzione si sta muovendo il Festival, bisogna ricordare chi ha avuto il coraggio di cantarlo e contestarlo quando era un’operazione tutt’altro che semplice.

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