I tuoi nipoti non ti chiamano mai? Aggiungi queste 5 parole alle vostre conversazioni e cambierà tutto

Tra social media, impegni scolastici e una distanza generazionale che pare incolmabile, i nipoti non telefonano quasi mai ai propri nonni. La solitudine degli anziani non è solo un dato statistico, ma una condizione che la psicologia moderna definisce come una vera “pandemia silenziosa”. Spesso diamo la colpa alla tecnologia, agli smartphone o alla vita frenetica delle grandi città come Roma o Milano. Ma se bastasse usare delle parole specifiche?

La dottoressa Leticia Martín Enjuto, nota psicologa esperta in dinamiche familiari, ha analizzato questo distacco. Non è mancanza d’affetto. Spesso è solo un problema di “modalità” diverse. I giovani di oggi vivono in un mondo pieno di giudizi e performance. Quando cercano un rifugio, hanno bisogno di un luogo dove non sentirsi sotto esame. Ecco perché le parole che si scelgono durante una chiamata o una cena insieme possono fare la differenza tra un “ciao” sbrigativo e una lunga conversazione. Secondo la psicoterapia relazionale, servono empatia, ascolto attivo e validazione. Non servono grandi discorsi, ma le parole giuste.

Le 5 parole magiche per ricostruire il rapporto con i tuoi nipoti

Ecco le cinque parole che trasformeranno il rapporto con i propri nipoti, rendendo il nonno o la nonna a tutti gli effetti la persona che non vedono l’ora di chiamare.

1. “Dimmi”

Questa è la parola dell’accoglienza pura. Spesso, presi dall’ansia di sapere, le telefonate diventano interrogatori: “Hai mangiato? Com’è andato l’esame? Hai trovato lavoro?”. Questo approccio spinge i ragazzi a chiudersi. L’ideale sarebbe sostituire le domande con un “Dimmi”. Dire “Dimmi come ti senti oggi” comunica che si è lì per ascoltare senza giudicare. I giovani apprezzano chi offre orecchie attente in un mondo che vuole solo dare opinioni non richieste.

2. “Capisco”

Il divario generazionale si abbatte con la validazione emotiva. Anche se non si comprendono le dinamiche del mondo digitale dei nipoti, un nonno può sempre capire l’emozione che provano. Dire “Capisco perché ti senti così” abbassa immediatamente le loro difese. Significa riconoscere il loro dolore o la loro gioia come reali.

3. “Orgoglio”

Il cervello umano reagisce con una scarica di benessere all’approvazione delle figure di riferimento. Non occorre aspettare la laurea per dire al proprio nipote che si è orgogliosi di lui. “Sono orgoglioso della persona che stai diventando” è una frase che rimane impressa per anni. Quando un nipote associa la voce del nonno a una sensazione di valore personale, cercherà la compagnia dello stesso molto più spesso.

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Nonna e nipote: come ritrovare un rapporto sano usando più spesso queste cinque parole – morrisons.it

4. “Grazie”

Molti nonni pretendono attenzione come un dovere. Ma l’affetto preteso genera solo senso di colpa, e il senso di colpa fa scappare le persone. Un altro consiglio è – pertanto – quello di ringraziare i nipoti per il tempo che dedicato. Dire “Grazie per avermi chiamato, mi hai reso felice” trasforma l’obbligo in un piacere. Li fa sentire importanti e influenti. La gratitudine è contagiosa e crea tante altre chiamate spontanee.

5. “Ti amo” (o “Ti voglio bene”)

Sembra scontato, ma l’affetto esplicito sta diventando raro. Non bisogna dare mai per scontato che i nipoti lo sappiano. Dire “Ti voglio bene” con naturalezza, senza pesantezza, è importante. I nipoti hanno bisogno di sapere che, qualunque cosa accada nel mondo esterno, l’affetto dei nonni per loro è una costante immutabile.

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