Spesso si apre la dispensa e si pensa di fare la scelta giusta per il proprio stomaco o intestino. Magari si sceglie quello yogurt ai mirtilli perché sembra leggero. Oppure si compra del pane in cassetta integrale per le fibre. Eppure, dietro quelle confezioni colorate si nasconde più di qualche insidia, secondo la scienza.
Non si tratta solo di calorie o di linea, ma di una minaccia profonda per il proprio apparato digerente e per il proprio cuore. Una recente ricerca della Florida Atlantic University ha lanciato un allarme senza precedenti. Gli scienziati paragonano oggi i cibi ultra-processati al tabacco del secolo scorso. Se si soffre spesso di gonfiore addominale, acidità di stomaco o irregolarità intestinale, occorre prestare attenzione. Questi prodotti non sono vero cibo, ma miscele industriali che il nostro corpo fatica a riconoscere. Contengono emulsionanti, additivi chimici, zuccheri aggiunti e grassi idrogenati. Ingredienti che creano una tempesta perfetta nel microbiota intestinale.
Lo studio, pubblicato sull’American Journal of Medicine, ha analizzato i dati di quasi cinquemila adulti. I risultati sono agghiaccianti. Chi abusa di queste sostanze ha un rischio superiore del 47% di sviluppare malattie cardiovascolari. Non si tratta di una semplice correlazione. Gli scienziati parlano di un legame diretto, quasi un’aggressione costante alle nostre arterie Negli Stati Uniti, questi prodotti rappresentano il 70% della dieta dei bambini. In Italia la situazione sta peggiorando rapidamente. Le merendine confezionate, i piatti pronti surgelati e le bevande gassate stanno sostituendo la dieta mediterranea. Il risultato? Un aumento esponenziale della sindrome metabolica e della resistenza all’insulina.
Ma c’è un dato ancora più preoccupante che emerge dalla ricerca coordinata dal professor Charles Hennekens. L’infiammazione cronica causata da questi alimenti è misurabile tramite la proteina C-reattiva. Questo valore è un killer silenzioso. Predice il rischio di infarto e ictus con una precisione inquietante. Se il proprio intestino è in fiamme, anche il proprio cuore soffre.

L’illusione del cibo sano: non mangiare questi alimenti se hai problemi a stomaco e intestino
Perché si continuano a mangiare questi cibi ultra-processati? La risposta è amara. Questi prodotti sono progettati nei laboratori per creare dipendenza. Le grandi multinazionali del settore alimentare usano mix di sale e grassi per stimolare i centri del piacere nel cervello. È lo stesso meccanismo della nicotina. La professoressa Allison Ferris, coautrice dello studio, ha sollevato un’altra questione. Esiste un legame sospetto tra l’esplosione dei tumori del colon-retto nei giovani e il consumo di questi veleni. Il nostro sistema gastrointestinale non è evoluto per gestire amidi modificati e conservanti artificiali.
Molti pazienti lamentano stanchezza cronica e colesterolo alto nonostante diete apparentemente ipocaloriche. Il problema non è quanto si mangia, ma cosa si mangia. Un energy drink o una carne lavorata non forniscono nutrimento. Fanno solo male. La comodità di un pasto pronto in due minuti al microonde ha un costo altissimo. Lo si paga con la pressione arteriosa e con la salute delle proprie cellule. Gli scienziati chiedono ora politiche pubbliche severe, simili a quelle adottate contro le sigarette. Come è possibile difenderci? La soluzione è tornare alla materia prima, scegliendo frutta e verdura di stagione o comunque prodotti non lavorati. Se un alimento ha più di cinque ingredienti o nomi impronunciabili in etichetta, non è cibo.
