La forza di una donna (titolo originale Kadin) nella settimana dal 23 al 28 febbraio 2026, vedrà crollare le certezze di Emre, mentre la perfidia di Sirin raggiungerà una crudeltà mai vista.
Tutto inizia con un dubbio. Kismet, l’avvocato che segue le vicende legali, consiglia a Emre di blindare la sua posizione. Per ottenere la custodia del piccolo Arda, serve una prova inconfutabile. Il ragazzo decide così di sottoporsi a un test del DNA. La risposta del laboratorio arriva come una scure: Emre non è il padre biologico del bambino. Il giovane si sente profondamente tradito da Ceyda. Crede che lei lo abbia usato per dare un futuro al figlio. Proprio nel momento della scoperta, la ragazza riceve una telefonata drammatica da sua sorella. Un grave problema la costringe a correre nel suo paese natale. Lei, disperata, chiede sostegno e un passaggio a Emre. Lui, però, risponde con un muro di ghiaccio e un rifiuto categorico. Lei non sa del test e resta ferita da questa inspiegabile cattiveria.
Mentre il legame tra i due si spezza, a casa di Bahar la tensione sale. Enver è ormai prigioniero della sua mente. L’uomo continua ad avere visioni della sua defunta moglie, Hatice. Per lui, quelle immagini sono l’unica fonte di gioia rimasta. Approfittando dell’assenza della figlia Sirin, Enver decide di organizzare una cena romantica immaginaria. Il tavolo è apparecchiato per due, le luci sono soffuse, la candela è accesa. Ma la realtà non perdona.

La forza di una donna, l’incendio a Istanbul: la disperazione di Enver e il veleno di Sirin travolgono Bahar
Il confine tra sogno e tragedia è sottilissimo. Enver si addormenta sul divano, cullato dal ricordo di Hatice. Non si accorge che la candela accesa cade, appiccando il fuoco ai tessuti. In pochi istanti, la casa viene avvolta dalle fiamme. Enver è salvo per miracolo, ma l’abitazione è ormai ridotta in polvere. Questo evento costringe l’uomo e Sirin a cercare rifugio.
Inizialmente, i due bussano alla porta di Bahar. La convivenza forzata in spazi ristretti diventa subito un incubo. L’idea è quella di trasferirsi nell’appartamento che apparteneva a Sarp, ma i tempi tecnici allungano l’attesa. In questo caos, Sirin rimane sola con i piccoli Nisan e Doruk. Invece di proteggerli, decide di usare le parole come armi affilate. La zia rivela ai bambini una versione distorta della realtà. Racconta loro che Arif è l’unico responsabile delle morti di Sarp e Hatice. Il veleno penetra velocemente nelle menti dei piccoli. Nisan e Doruk iniziano a nutrire un odio profondo verso l’uomo che li ha sempre amati. Per Arif, già provato dal passato, questo è il colpo più duro da sopportare. Il dolore di vedere i bambini allontanarsi è insopportabile.
Nel frattempo, la vita di Bahar prende una piega inaspettata. Ceyda si ammala a causa dello stress e della delusione amorosa. Non può recarsi al lavoro presso l’abitazione della signora Fazilet. Bahar decide di sostituirla per non farle perdere il posto. Fazilet non è una donna comune: è una scrittrice di successo nel bel mezzo di una crisi creativa. Il primo incontro tra le due è folgorante. La scrittrice resta subito colpita dalla forza che traspare dagli occhi di Bahar. Intuisce che dietro quella donna si nasconde una storia fatta di sacrifici e amore. Questa nuova conoscenza potrebbe rappresentare la svolta professionale per la nostra protagonista. Ma prima, Bahar dovrà gestire le macerie emotive lasciate da Sirin. Il sospetto dei figli verso Arif rischia di distruggere la pace faticosamente conquistata.
