Ogni giorno di più il divario tra le generazioni sembra incolmabile: da un lato ci sono i Boomer, nati nel boom economico, dall’altro i figli Millennials e della Generazione Z, immersi nella precarietà digitale. E tra di loro c’è sempre più silenzio.
La psicologia suggerisce che questo silenzio non è indifferenza. Spesso è una forma estrema di protezione da parte dei genitori nei confronti dei figli. I primi osservano i secondi navigare in un mondo che non riconoscono più. Provano a dare consigli, ma si fermano un istante prima di parlare. Hanno paura di sembrare invadenti. Temono di rompere un equilibrio già fragile. Eppure, nelle conversazioni private tra coetanei, emerge un quadro diverso. È un mix di orgoglio, ansia e un profondo senso di colpa. Entrare nella mente di un genitore boomer oggi significa scoprire una vulnerabilità inaspettata. Non sono solo “quelli del posto fisso”, ma le persone che stanno imparando a essere spettatori della vita dei propri figli, anche quando vorrebbero intervenire.
Il peso del non detto tra boomer e millennial: le 7 verità silenziose tra genitori e figli
Ci sono ben 7 frasi che pensano davvero i genitori boomer, ma che non hanno il coraggio di dire ai propri figli.
1. “Sappiamo di aver sbagliato e il rimpianto ci toglie il sonno”
Spesso i figli pensano che i genitori siano convinti di aver fatto tutto bene. La verità è opposta. Sanno di aver sbagliato quando hanno scelto il lavoro invece di una recita scolastica o un successo professionale, piuttosto che il calore familiare.
2. “Le tue scelte ci terrorizzano, ma ti invidiamo profondamente”
Quando un figlio lascia un lavoro sicuro per un progetto online, i genitori vanno in panico. Per loro la sicurezza era tutto. Ma sotto la paura batte l’invidia. I figli sono coraggiosi in modi che loro non si sono mai potuti permettere. I ragazzi scelgono la felicità invece della stabilità, loro non hanno mai avuto questo coraggio.
3. “Non siamo così distanti dal tuo mondo come credi”
Magari i genitori litigano con il telecomando o con l’ultima app. Tuttavia, capiscono perfettamente la fatica del figlio. Vedono i prezzi delle case che esplodono, sentono la pressione di una società che ci vuole sempre più performanti. Hanno vissuto crisi e guerre. La loro esperienza potrebbe essere d’aiuto, se solo venissero visti come alleati e non come fossili.

4. “Vederti essere un genitore migliore di noi ci spezza il cuore”
Loro usavamo il comando e il silenzio. Vedere la dolcezza di un figlio con il nipote è per i nonni sia una gioia che uno specchio crudele. Ricorda loro tutto quello che avrebbero potuto essere e non sono stati.
5. “Vorremmo aiutarti, ma abbiamo imparato a morderci la lingua”
L’istinto di proteggere i figli non scompare mai da un genitore. Quest’ultimo vorrebbe poter chiamare il capo o risolvere i problemi di cuore al posto della propria prole. Ma la psicologia evolutiva ha insegnato la lezione più dura. Per crescere, è necessario che mamma e papà restino a guardare mentre il figlio cade.
6. “I tuoi trionfi sono diventati l’unica cosa che conta davvero”
A una certa età, le ambizioni personali dei genitori svaniscono. Raccontano a tutti della promozione o del nuovo viaggio del figlio. Non lo fanno per vantarci, ma perché sono la loro eredità più bella. La realizzazione del figlio dà lo scopo che lo scorrere del tempo sta togliendo inevitabilmente.
7. “Abbiamo più paura di essere un peso che della fine stessa”
Questa è la confessione più difficile da fare. I genitori fanno ginnastica e fingono di stare bene perché temono il giorno in cui i figli dovranno accudirli. Non vogliono essere il motivo per cui i figli rinunceranno ai loro sogni. Desiderano l’indipendenza della propria prole, anche se questo significa rischiare di rimanere soli.
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